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Latte italiano: la nuova etichetta

Mia | Pubblicata 18.05.17 18:28

Il 19 aprile scorso è entrato in vigore il decreto sulle etichette d'origine per latte, yogurt e formaggi.

Dal 19 aprile latte, formaggi e yogurt devono indicare in etichetta l'origine della materia prima. È previsto periodo di transizione di circa 180 giorni, durante il quale i consumatori potranno riscontrare ancora mancanze sui prodotti che richiedono tale certificazione.
A partire da novembre 2017 non ci saranno però dubbi: la provenienza sarà presente su ogni etichetta casearia italiana. I prodotti caseari confezionati e provenienti dall'estero non ricadono nel campo d'applicazione della nuova norma.

Vediamo quali prodotti italiani rientrano in questa nuova normativa.
Possiederanno l'etichetta di provenienza il latte (a lunga conservazione uht e sterilizzato), la crema di latte (zuccherata e/o concentrata), il burro, lo yogurt e il kefir. Non possono mancare all'appello le creme spalmabili, quindi tutti i formaggi (freschi e stagionati).

È bene ricordare che il latte fresco - per il quale in Italia è già obbligatorio indicare la provenienza - e i formaggi Dop e Igp sono esclusi dal decreto. Tale esclusione è motivata dalla pregressa etichetta che li vincola al discipinare di produzione già in vigore.

La norma vige per tutti i tipi di latte - vaccino, bufalino, ovicaprino, ecc. - e le diciture saranno simili a quelle seguenti:

Paese di mungitura al seguito della quale dicitura verrà indicato il nome del Paese nel quale è stato munto il latte.

Paese di trasformazione a cui seguirà il nome del Paese in cui è stato trasformato il latte.

Origine del latte - nome del Paese a questa dicitura seguirà il nome del Paese nel quale il latte è stato sia munto, che trasformato.

Staremo a vedere quanto tale applicazione normativa contribuirà alla nazionalizzazione degli alimenti e non solo alla sicurezza infusa nel consumatore sulla bontà del prodotto.

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