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Coliche neonatali

Saetta | Pubblicata 30.05.17 7:37

Coliche neonatali: correre ai ripari

Le "coliche neonatali" sono un complesso sintomatologico costituente una sindrome tipica del neonato, caratterizzata da crisi di pianto disperato e inconsolabile, e scatenata da un fortissimo e acuto dolore addominale. Per definirsi tale, una colica neonatale deve durare almeno 3 ore al giorno, protrarsi per oltre 3 giorni alla settimana e persistere almeno per 3 settimane. Il bambino, oltre a piangere disperatamente, si contrae tirando le gambe verso l'addome. L'emissione incontrollata di gas, tipica delle coliche neonatali, può essere spiegata nell'eccessiva ingestione di aria durante l'allattamento e nella fermentazione intestinale del latte materno.

È importante la diagnosi del medico pediatra per non confondere le coliche con altre patologie, come ad esempio l'allergia alle proteine del latte vaccino, che presenta sintomi simili.
Non si deve confondere il pianto di una colica gassosa con il pianto "capriccioso" di un bambino che ha fame. Per questi motivi tale diagnosi deve essere effettuata dal medico pediatra. Nessuna informazione recuperata on line o "per sentito dire" deve assolutamente sostituire il parere di un professionista.

Può essere utile cercare di calmare il bambino, cullandolo: appoggiare il bimbo su un braccio, a pancia in giù, reggendogli la testa con il palmo della mano. Con l'altra mano, toccare la schiena del piccolo. Questa, si rivela una manovra utile a tranquillizzare e rassicurare il bambino.

Quando un bambino allattato al seno accusa forti coliche gassose (chiamate anche "colichette"), è necessario che la madre faccia particolare attenzione alla dieta. È probabile infatti che la colica gassosa sia legata al consumo di cibi da lei assunti, se è ancora in fase di allattamento.
È anche utile avvolgere il bambino con una coperta e abbracciarlo per fargli sentire la presenza della madre o del padre. Questo rimedio, apparentemente scontato, si rivela particolarmente efficace per placare il pianto e la colica del piccolo.

Come comportarsi in caso di coliche gassose

Alcuni utili accorgimenti vanno dal massaggio dolce al  pancino, grazie a movimenti circolari, allo scaldare la  parte massaggiata con una borsa dell'acqua calda  (che non dev'essere bollente). Il ciuccio può essere un aiuto per il bambino, perché lo aiuta a tranquillizzarsi. Anche sorridere e far sorridere può rivelarsi un ingegnoso sistema per placare la sofferenza di nostro figlio, dato che la sua percezione di uno stato d'animo positivo è un forte coadiuvante nella terapia del dolore. Un clima di serenità e gioia non può che essere un rimedio efficace per calmare e rilassare il bambino. E ancora, cantare una melodia dolce può distrarre il bambino dalla colica: il canto sembra essere efficace per placare il pianto. In ultimo, è sempre bene provare a lasciare il bambino da solo per pochi minuti e, qualora smettesse di piangere, sapremmo che non si è trattato di una colica.

La mamma che allatta: cosa non fare

Una madre che allatta al seno dovrebbe evitare di bere caffè e bevande contenenti caffeina, così come fumare, che oltre a nuocere alla salute del bambino, potrebbe aggravare le coliche.
È possibile somministrare al bambino delle tisane "anti-coliche", senza esagerare, dato che possono aumentare il rischio di risalita del materiale nell'esofago.

Si raccomanda a una mamma che allatta di seguire una dieta sana e bilanciata, ricca di frutta, verdura e povera di grassi. È possibile provare con un'alimentazione povera di allergeni alimentari comuni - come latte, uovo, soia, arachidi, frutti di mare - per alleviare le coliche del suo bambino, se queste derivano dal cibo. Così come dovrebbe evitare alcuni alimenti che potrebbero accentuare gli spasmi addominali nel lattante, come cibi piccanti, spezie, agrumi, oltre a caffeina e alcolici.

La colica neonatale potrebbe dipendere da un'intolleranza al latte vaccino. In questo caso bisogna eliminare dall'alimentazione del piccolo il latte di mucca e i suoi derivati. Lo stesso varrà per la mamma che lo allatta al seno. Quest'ultima dovrebbe seguire una dieta priva di latte e derivati durante l'intero periodo di allattamento. Sarebbe sempre utile, durante l'allattamento, mantenere il bambino in posizione verticale e dopo un pasto di 30 grammi di latte, cercare di stimolarlo a fare il ruttino.

Mantenere la calma, seguire una dieta sana e bilanciata ed essere positivi può aiutare a superare al meglio ogni possibile situazione. In ogni caso la sindrome tende a risolversi spontaneamente tra i 3 e i 12 mesi di vita del bambino.

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